Gli assi del Programma e i relativi obiettivi

Nel commentare gli obiettivi degli assi, conformemente a quanto previsto dagli Orientamenti Strategici Comunitari (OSC) e dal Piano Strategico Nazionale (PSN), saranno descritte le azioni chiave che si intende implementare e le misure attivate. Per quanto le azioni chiave siano principalmente collegate a singoli obiettivi specifici di asse, alcune presentano significative relazioni con altri obiettivi, anche di assi diversi, in ragione del fatto che la strategia del PSR tende a valorizzare la possibile sinergia tra assi e misure.

 

 

 

Asse I – Aspetti generali

Per l’asse I le priorità individuate contribuiscono soprattutto al miglioramento della competitività settoriale, puntando ad agire su capitale umano, strutture produttive, infrastrutture e sulla qualificazione di prodotti, processi e forme di raccordo tra gli operatori delle filiere.

Tuttavia la competitività è una dimensione complessa, che deve essere declinata anche in termini di sostenibilità, e che deve tenere conto, da un lato, dei fattori positivi espressi dal territorio, dall’altro delle ricadute positive che un’azienda o una filiera vitale può a sua volta offrire al territorio in cui opera.

Quindi, ai fini del raggiungimento degli obiettivi, è importante adottare un approccio teso al superamento della logica del singolo asse, in ragione del fatto che la valorizzazione dei prodotti può legarsi, ad esempio, a quella delle risorse ambientali e culturali e alla diversificazione delle attività aziendali e alla valorizzazione delle aree rurali (assi II e III). Queste considerazioni richiamano tra l’altro l’utilità di approcci attuativi integrati.

 

 

Obiettivo generale di asse

ASSE I Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale

 

 

Obiettivi specifici di asse e Misure collegate:

·          Promozione dell’ammodernamento e dell’innovazione nelle imprese e dell’integrazione delle filiere: 121 – 122 – 123 – 124

·          Consolidamento e sviluppo della qualità della produzione agricola e forestale: 131 – 132 – 133

·          Potenziamento delle dotazioni infrastrutturali fisiche e telematiche: 125 - 126

·          Miglioramento della capacità imprenditoriale e professionale degli addetti al settore agricolo e forestale e sostegno del ricambio generazionale: 111 – 112 – 113 – 114 – 115

 

 

L’asse prevede quattro obiettivi specifici, che richiamano sia interventi di natura immateriale, sia interventi rivolti alle strutture e infrastrutture materiali.

La strategia dell’asse fa perno, in primo luogo, sugli interventi volti alla ristrutturazione delle imprese agricole e forestali, alla valorizzazione agroindustriale dei prodotti agricoli ed al ricambio generazionale, sui quali si concentrerà la quota principale delle risorse finanziarie dell’asse. Al tempo stesso, si riconosce l’irrinunciabile utilità di altri interventi sinergici, relativi al capitale umano, alle infrastrutture ed al miglioramento della qualità ed al coordinamento delle filiere, necessari per costruire un contesto nell’ambito dei quale le imprese possano esprimere al meglio il loro potenziale di competitività.

 

Asse I - Obiettivo specifico di asse “Promozione dell’ammodernamento e dell’innovazione nelle imprese e dell’integrazione delle filiere ”

Le azioni chiave rivolte alla ristrutturazione del capitale fisico e alla promozione dell’innovazione sono orientate a consentire alle imprese di procedere agli adeguamenti necessari ad affrontare un mercato sempre più competitivo e segmentato, cogliendo le nuove opportunità legate alla crescita del mercato dei prodotti di qualità o alla formazione di nuove filiere, come ad esempio quelle energetiche. Le azioni chiave riguardano:

- le singole imprese, per soddisfare le esigenze di ammodernamento aziendale, di ristrutturazione e di riconversione produttiva, anche mirando ad ottenere un’elevata sinergia tra misure attivate dall’asse ed eventualmente alcune di quelle previste dagli altri Assi, perseguendo un obiettivo di maggiore integrazione tra azienda e territorio;

- le filiere produttive, sia quelle che hanno una dimensione territoriale contenuta, sia quelle più lunghe. Al fine di migliorare la competitività delle filiere, è necessario perseguire anche un obiettivo congiunto di maggiore integrazione all’interno delle stesse tra le diverse fasi e i vari attori che le compongono.

Le principali misure richiamate sono quelle relative all’ammodernamento delle aziende (121),

all’accrescimento del valore economico delle foreste (122) all’accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali (123), allo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie (124).

In fase di attuazione verranno ricercate le possibili sinergie con altre misure dell’asse I relative al capitale umano, alla qualità ed alle infrastrutture, così come delle sinergie legate agli aspetti ambientali e territoriali derivanti dagli assi II e III.

Temi di particolare convergenza sono quelli legati allo sviluppo delle bioenergie e alla corretta gestione dei reflui zootecnici, derivanti in primo luogo dall’obiettivo di miglioramento dell’ambiente, perseguibili attraverso interventi, sia a livello aziendale che interaziendale o consortile.

A tal fine saranno utili le indicazioni provenienti dai Tavoli di filiera appositamente istituiti. Inoltre, potranno essere previsti, nell’ambito degli strumenti di intervento, meccanismi (ad esempio accordi o contratti di filiera) volti a raccordare i comportamenti degli attori della filiera e a assicurare una più certa ricaduta dell’investimento agroindustriale anche sulle imprese agricole.

 

Asse I - Obiettivo specifico di asse “Consolidamento e sviluppo della qualità della produzione agricola e forestale”

 L’analisi del contesto ha messo in evidenza, relativamente alla qualità dei prodotti agricoli ed agroalimentari piemontesi, la necessità di prevedere un’azione chiave che consenta di cogliere le opportunità connesse ad un suo miglioramento ed alla sua promozione. I prodotti interessati dagli interventi saranno quelli afferenti ai sistemi di qualità comunitari (DOP, IGP, STG, VQPRD, agricoltura biologica) e nazionali/regionali, già riconosciuti o che saranno eventualmente riconosciuti. Nel caso dei prodotti biologici, l’integrazione tra le misure dell’asse I e II, al fine di rafforzare e integrare la filiera, costituisce un presupposto per il mantenimento e lo sviluppo del biologico, in considerazione del forte legame tra la produzione agricola e la misura agroambientale diretta a sostenere l’agricoltura biologica. Tra i sistemi di qualità nazionali, in accordo con quanto espresso dal PSN, sarà opportuno concentrare gli sforzi sull’agricoltura integrata. Tale azione chiave si richiama direttamente alle misure relative alla partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità (132) ed alle attività di promozione ed informazione (133).

Nell’abito dell’innalzamento della qualità, un elemento irrinunciabile è quello di migliorare la sostenibilità dei processi. Per quanto tale obiettivo sia ottenibile attraverso la combinazione di diverse misure dell’asse I e II, variabile a seconda delle situazioni produttive ed ambientali, è opportuno prevedere una specifica azione chiave che preveda il sostegno alle imprese ai fini dell’adeguamento alle norme basate sulla legislazione comunitaria, attraverso l’attivazione della relativa misura (131).

 

Asse I - Obiettivo specifico “Potenziamento delle dotazioni infrastrutturali fisiche e telematiche”

Per quanto riguarda gli interventi di natura infrastrutturale, tra le azioni chiave una particolare attenzione spetta agli interventi rivolti alla rete irrigua per uso agricolo, volti migliorarne la funzionalità ed efficienza. Questa tipologia di interventi va coordinata con quanto previsto negli strumenti di programmazione nazionale, quali il Piano irriguo nazionale.

Altre azioni chiave dirette al miglioramento dell’infrastrutturazione logistica, telematica ed energetica, potranno essere sostenute attraverso l’integrazione con interventi finanziati dall’asse III e soprattutto con il FESR secondo il principio di demarcazione degli interventi, descritto nello specifico capitolo. Tali azioni chiave richiamano direttamente la misura relativa alle infrastrutture agricole e forestali (125).

Sempre nell’ambito dell’obiettivo specifico legato alla dotazione fisica, è individuata un’azione chiave rivolta alla prevenzione dei danni causati da calamità naturali e alla ricostituzione del potenziale produttivo agricolo danneggiato, attivando la relativa misura (126).

 

Asse I - Obiettivo specifico “Miglioramento della capacità imprenditoriale e professionale degli addetti al settore agricolo e forestale e sostegno del ricambio generazionale”

La promozione della conoscenza e del capitale umano, intesa come il necessario complemento, e per certi versi il motore, del processo di ristrutturazione del capitale fisico, riguarda le imprese agricole, silvicole e agroindustriali Per il raggiungimento di tale obiettivo sono individuate le seguenti azioni-chiave:

- miglioramento della qualità del capitale umano attraverso il ricorso ad adeguati servizi di formazione e informazione, assistenza e consulenza, attivando le misure relative (111, 114 e

115). Tali servizi saranno orientati al miglioramento della gestione economica dell’impresa, improntata a criteri di sostenibilità, e della capacità di recepire innovazioni; l’utilizzazione dei servizi di assistenza e consulenza, inoltre, sarà funzionale non soltanto al recepimento delle norme sulla condizionalità e al rispetto degli standard comunitari (misura 131 – Adeguamento ai requisiti rigorosi), ma anche al miglioramento della gestione e al trasferimento delle conoscenze, con particolare riferimento alla qualità e sostenibilità dei processi e dei prodotti;  - stimolo al processo di ricambio generazionale degli imprenditori agricoli, al fine di dare nuova vitalità imprenditoriale alle imprese agricole. Tale azione chiave, basata sulla misura relativa all’insediamento dei giovani agricoltori (112), si pone inoltre in stretta sinergia con altri obiettivi del Programma su temi quali la ristrutturazione delle imprese, l’innovazione e la sostenibilità. In fase attuativa, inoltre, potrà essere prevista l’attivazione congiunta delle misure afferenti a questi temi.

 

 

 

Asse II – Aspetti generali

La strategia relativa all’asse II è improntata alla necessità di indirizzare le aziende agricole e forestali ad adottare orientamenti produttivi e comportamenti finalizzati al miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale. Un adeguato sistema di misure ed azioni può stimolare le aziende ad esprimere più compiutamente il loro potenziale di multifunzionalità, attenuando le esternalità negative ed incrementando quelle positive.

 

Obiettivo generale di asse

ASSE II Miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale

                          

 

Obiettivi specifici di asse Misure collegate

·          Conservazione della biodiversità e tutela e diffusione di sistemi agroforestali ad alto valore naturale: 213 – 215 – 216 – 224 – 227

·          Tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche superficiali e profonde: 214

·          Riduzione dei gas serra: 221 - 222 – 223 – 225 - 226

·          Tutela del territorio: 211

 

 

 

Gli interventi previsti, in parte, costituiscono la prosecuzione – con le necessarie modifiche – di politiche già avviate da tempo dalla Regione Piemonte, a partire dall’attuazione delle cosiddette “misure di accompagnamento” della Riforma della PAC del 1992 e proseguite poi con il PSR 2000-2006. Altri interventi sono invece di nuova introduzione. Gli obiettivi specifici dell’asse mostrano un elevato livello di sinergia con gli altri assi del Programma, essendo la sostenibilità – concetto ispiratore dell’asse II – elemento che permea tutta la strategia del PSR.

Per loro natura, le misure attivabili sull’asse II presentano ricadute molteplici e, per molti versi, sono riconducibili in varia misura a tutti o quasi gli obiettivi specifici dell’asse stesso, per cui soltanto in alcuni casi è possibile individuare una relazione esclusiva fra obiettivo specifico e misura. Inoltre, è evidente che alcune problematiche di tipo ambientale, per quanto riconducibili tematicamente all’asse II, possono essere efficacemente affrontate soltanto ricorrendo anche a interventi appartenenti ad altri assi. Un esempio è dato dalla necessaria riduzione dei nitrati nelle acque, problema inerente il relativo obiettivo dell’asse II la cui soluzione dipende, in molte situazioni, soprattutto da interventi sulle strutture aziendali.

Queste interrelazioni sono riprese nelle azioni chiave che, pertanto, tendono ad avere una configurazione relativamente complessa.

 

Asse II – Obiettivo specifico di asse “Conservazione della biodiversità e tutela e diffusione di sistemi agro-forestali ad alto valore naturale”

Per quanto concerne la biodiversità legata agli habitat agricoli, le principali minacce derivano da due cause tendenzialmente opposte: da un lato, l’elevata intensività dei processi agricoli specializzati, dall’altro, l’abbandono delle aree rurali, anche in relazione alla scarsa convenienza economica nella loro utilizzazione. Il fenomeno dell’abbandono è particolarmente diffuso nelle zone svantaggiate e nelle aree protette (inclusa la rete Natura 2000), nelle quali le aree agricole ad alto valore naturale si concentrano. L’asse II permette di attivare un set di misure “a premio” giustamente ampio che consente di sovvenzionare indirizzi e tecniche produttive sostenibili, adatte ad essere calate nelle diverse realtà territoriali.

In primo luogo vengono richiamati gli interventi orientati all’estensivizzazione, alla salvaguardia della variabilità genetica, alla riduzione degli input chimici. Molti di questi interventi possono trovare un complemento nell’asse I, incentivando riconversioni produttive orientate alla sostenibilità e iniziative di valorizzazione della qualità dei prodotti ottenuti attraverso tecniche favorevoli all’ambiente, spesso dotati di una elevata tipicità.

 

Le principali minacce degli habitat forestali sono rappresentate dall’abbandono di una gestione forestale attiva ed ecologicamente compatibile, dagli incendi boschivi e dagli altri danni al bosco (biotici e abiotici). Per quanto concerne la salvaguardia della biodiversità in agricoltura essa non riguarda soltanto gli habitat e le specie selvatiche, ma anche la diversità genetica delle specie coltivate e allevate. Pertanto, nell’ambito dell’asse II saranno attivati interventi adeguati, con particolare riferimento alle misure di tipo agro- e silvo-ambientale, anche in connessione con gli interventi forestali attivabili sull’asse I.

Sempre in relazione all’obiettivo specifico, una problematica rilevante, data la notevole diffusione in Piemonte di allevamenti intensivi, consiste nel miglioramento del benessere animale, anche in relazione con i temi della biodiversità, della qualità delle produzioni e della sicurezza alimentare. Gli interventi devono superare i requisiti minimi già previsti dalla normativa vigente.

Le azioni chiave legate al tema della biodiversità sono le seguenti:

- l’introduzione e la prosecuzione del sostegno a metodi di produzione estensivi e biologici;

 - la tutela e la salvaguardia delle risorse genetiche animali e vegetali in situ e/o ex situ per l’alimentazione e l’agricoltura;

- il miglioramento dell’igiene e del benessere degli animali;

- il collegamento funzionale tra habitat naturali residui e ripristinati e il loro ampliamento, tramite un miglioramento naturalistico della matrice agricola e la creazione di nuovi ambienti naturali (es. zone umide temporanee e permanenti, prati e pascoli, ecc.);

- la forestazione di terreni agricoli dove l’agricoltura è intensiva e dove i boschi sono praticamente scomparsi, o dove le aree forestali risultano molto frammentate causando la scomparsa delle specie boschive;

- nelle aree forestali, il sostegno a una gestione forestale sostenibile e la difesa dei boschi dagli incendi e dagli altri danni soprattutto attraverso azioni di previsione e di prevenzione;

- nelle aree agro-forestali ad alto valore naturale, con particolare attenzione al sistema delle aree protette (in particolare nei siti dove insiste la rete Natura 2000) e alle zone svantaggiate:

- la conservazione e la valorizzazione di: habitat semi-naturali dove è praticata un’agricoltura estensiva (in particolare prati permanenti e pascoli); particolari habitat (ad es. risaie, per la loro importanza in relazione all’avifauna) ed elementi strutturali naturali (quali siepi, filari e fasce inerbite e boscate, stagni);

- lo sviluppo di corridoi ecologici, il potenziamento dei nodi della rete ecologica e il miglioramento del grado di connettività tra le aree d’interesse naturalistico attraverso: la tutela e la diffusione di elementi di naturalità (filari, siepi e piccole formazioni forestali), manufatti (ad es. fossi, muretti a secco); il ripristino di habitat naturali; la diffusione di pratiche agricole  ecocompatibili adeguate;

- la tutela delle varietà vegetali e delle razze animali di interesse agricolo a rischio di estinzione, anche in considerazione del fatto che alcuni prodotti di qualità riconosciuti a livello comunitario sono legati a razze a rischio di estinzione o a cultivar soggette a erosione genetica, la cui salvaguardia può consentire, quindi, la contemporanea valorizzazione delle produzioni locali ad esse collegate.

Sotto il profilo delle misure e/o combinazioni di misure, questo obiettivo specifico sarà  sostenuto principalmente attraverso:

- i pagamenti agroambientali (214);

- il sostegno agli investimenti non produttivi in agricoltura e nelle foreste (216 e 227);

- le indennità compensative per le aree svantaggiate (211);

- i pagamenti Natura 2000 (213 e 224);

- l’imboschimento dei terreni agricoli (221), i pagamenti silvoambientali (225), la ricostituzione e prevenzione del potenziale produttivo forestale (226);

- i pagamenti per il benessere degli animali (215).

Nella rete Natura 2000 e nel sistema delle aree protette è opportuno adottare una pianificazione e una gestione di area vasta, che tenga conto del dinamismo degli ecosistemi e delle loro relazioni funzionali, attraverso l’integrazione con la matrice territoriale esterna. È, inoltre, opportuno attivare altre misure contenute in particolare negli assi I e III in particolare con riferimento alla preparazione di piani di protezione e gestione dei siti di Natura 2000 e di altri luoghi di grande pregio naturale, secondo le indicazioni previste dallo strumento di indirizzo nazionale (decreto ministeriale 3 settembre 2002) e nel supporto operativo di indirizzo, al cui sviluppo potranno apportare un contributo positivo anche le azioni di sviluppo della capacità amministrativa promosse dalla politica di coesione unitaria. La predisposizione di tali piani e delle misure di conservazione riveste, infatti, un’importanza decisiva e costituisce un prerequisito per l’attivazione di specifiche misure di gestione agro-forestale della rete Natura 2000 (pagamenti Natura 2000), finalizzate alla tutela e alla valorizzazione dei diversi habitat e delle relative specie animali e vegetali da tutelare.

 

 

Asse II – Obiettivo specifico di asse “Tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche superficiali e profonde”

Il tema della tutela delle acque richiama principalmente tre aree di intervento, riconducibili ad altrettante azioni chiave:

- il sostegno alle imprese agricole, zootecniche e forestali che si impegnano ad attuare pratiche agronomiche compatibili con la conservazione qualitativa della risorsa idrica, tra cui quelle a basso impiego di input, in particolare nutrienti (azoto e fosforo) e prodotti fitosanitari, come l’agricoltura biologica e quella integrata. È auspicabile favorire la concentrazione degli interventi in quelle aree a forte “criticità ambientale” (in particolare, zone vulnerabili da nitrati), dove le particolari condizioni del sistema agro-ambientale (dal suolo al clima, agli ordinamenti produttivi) favoriscono fenomeni di contaminazione dei corpi idrici superficiali e profondi;

- interventi forestali quali la forestazione ambientale e la creazione di fasce tampone, boschetti e filari, che oltre alla tutela qualitativa contribuiscono a favorire l’infiltrazione delle acque, l’alimentazione delle falde e la creazione di aree di espansione dei fiumi;

- il sostegno di pratiche agronomiche finalizzate al risparmio idrico e di una più efficiente gestione dell’irrigazione (calcolo dei fabbisogni irrigui, adozione di sistemi a basso consumo, miglioramento dell’efficienza della rete di distribuzione, introduzione di misuratori).

Queste azioni assumono particolare rilevanza anche con riferimento alle necessità di adattamento ai futuri cambiamenti climatici e alle sinergie possibili fra interventi volti alla tutela delle acque, al contenimento dell’emissione di gas a effetto serra e al risparmio energetico, oltre che al più generale riequilibrio dei nutrienti utilizzati in agricoltura.

Sotto il profilo delle misure e relative combinazioni, queste azioni chiave rimandano principalmente alle misure agroambientali (214), oltre che al sostegno agli investimenti non produttivi (216 e 227), ai pagamenti Natura 2000 (213 e 224), all’imboschimento dei terreni agricoli (221) e alle misure silvoambientali (225) nonché all’ammodernamento delle aziende agricole (121) e al sostegno agli agricoltori per conformarsi ai rigorosi requisiti prescritti dalla normativa comunitaria (131).

Un’integrazione funzionale agli obiettivi dell’asse II sarà perseguita tramite alcune misure dell’asse I e III, in particolare con interventi a carattere strutturale e infrastrutturale e con azioni di formazione, informazione, animazione e consulenza sulla tutela ambientale.

Saranno previsti interventi che favoriscano l’implementazione a medio termine della direttiva quadro sulle acque (direttiva 2000/60/CE) e che, nel contempo, siano coerenti con quanto previsto dalla condizionalità di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003. Nell’implementazione di tali interventi saranno favoriti processi partecipativi alle scelte di governo del territorio con l’impiego di accordi.

Sarà infine perseguito il raccordo fra gli interventi del PSR 2007-2013 e la revisione in corso delle norme e dei programmi di azione relativi al settore della tutela delle acque, con riferimento particolare alla revisione del Piano d’azione ai sensi della direttiva nitrati e all’adozione del Piano di tutela delle acque.

 

Asse II – Obiettivo specifico di asse “Riduzione dei gas serra”

L’obiettivo della riduzione dei gas serra è in stretta relazione con la capacità dei terreni agricoli e, soprattutto, delle foreste di assorbire carbonio. Il contributo che il settore agricolo e forestale può fornire a questo obiettivo è riassumibile attraverso alcune azioni-chiave che sostengano:

- la conversione di seminativi in prati permanenti e, ove possibile in termini di biodiversità, in sistemi forestali;

- la conservazione e l’incremento della sostanza organica nel suolo mediante una corretta gestione agronomica;

- la gestione forestale attiva orientata all’utilizzo sostenibile dei boschi.

Per la riduzione delle emissioni e, in particolare, di metano e protossido d’azoto (i due gas serra più importanti assieme all’anidride carbonica), è prevista un’azione chiave orientata a diffondere pratiche agronomiche, di allevamento e di gestione degli effluenti zootecnici finalizzate al contenimento delle emissioni dei gas sopra citati, in sinergia con gli interventi finalizzati alla tutela delle acque, in particolare attraverso il trattamento degli effluenti zootecnici.

La riduzione dei gas serra sarà perseguita anche attraverso l’integrazione con azioni chiave che sostengano la produzione e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili e la riduzione dei consumi energetici.

Questo obiettivo specifico sarà quindi sostenuto principalmente:

- attivando misure dell’asse II quali i pagamenti agroambientali (214), i pagamenti per il benessere animale (215), gli investimenti non produttivi (216 e 227), l’imboschimento dei terreni agricoli (221), il primo impianto di sistemi agroforestali su terreni agricoli (222), gli imboschimenti di superfici non agricole (223), i pagamenti silvoambientali (225) e la ricostituzione del potenziale forestale (226);

- prevedendo, attraverso l’asse I, l’asse III e un opportuna complementarietà con il FESR, interventi rivolti al risparmio energetico, alla produzione di energia da fonti rinnovabili, al trattamento dei reflui zootecnici e allo sviluppo di filiere bioenergetiche.

La produzione di energia da fonti rinnovabili sarà perseguita avendo cura di non generare una pressione sulla biodiversità, sul suolo, sulle risorse idriche e, più in generale, sull’ambiente  tale da non vanificarne i benefici ambientali.

 

Asse II – Obiettivo specifico di asse “Tutela del territorio”

L’obiettivo specifico, in primo luogo, comprende al proprio interno la giustificazione di un’azione chiave fondamentale nella logica strategica dell’asse, ovvero il mantenimento dell’attività agricola nelle zone svantaggiate (misura 211) e con esso lo svolgimento di quelle operazioni di gestione attiva del territorio che, opportunamente impostate, concorrono al raggiungimento degli altri obiettivi specifici dell’asse.

Una seconda azione chiave riprende esplicitamente l’obiettivo specifico e si indirizza a incentivare un articolato insieme di interventi necessari alla protezione e alla tutela del suolo: la protezione del suolo dall’erosione e dal dissesto idrogeologico, il mantenimento e l’incremento della sostanza organica, il mantenimento e il miglioramento della struttura del suolo, la prevenzione della contaminazione dei suoli, la protezione contro gli incendi e gli altri danni del bosco, la realizzazione di opere infrastrutturali di difesa del suolo. Questo evidenzia la profonda interrelazione tra le diverse misure dell’asse II.

Gli interventi che agiscono sulle condizioni del suolo, inoltre, saranno complementari a quelli previsti nei Piani di assetto idrogeologico previsti dalla normativa nazionale, che costituiscono anche il quadro di riferimento programmatorio per le azioni svolte dai Fondi strutturali, in particolare dal FESR.

Una terza azione-chiave è orientata alla tutela del paesaggio, che rappresenta un fattore competitivo importante per l’identità e la promozione del territorio rurale, oltre a costituire un elemento fondamentale della biodiversità. Essa prevede:

- il sostegno agli investimenti mirati alla conservazione del paesaggio e alla promozione del rapporto con i prodotti con denominazione di origine e le attività turistiche;

- il restauro e mantenimento di assetti ed elementi tipici del paesaggio (mosaici paesistici, elementi lineari, manufatti, ecc.);

- il sostegno ad attività produttive in grado di conservare il paesaggio tipico (es. pascolo brado, castanicoltura);

- il sostegno per lo sviluppo di attività e servizi finalizzati allo sviluppo delle risorse  paesaggistiche locali.

Pur essendo prevista un’azione dedicata in modo specifico alla manutenzione del paesaggio nelle misure agroambientali (214), si sottolinea che praticamente tutte le misure attivate sull’ Asse II concorrono, con varia intensità, alla tutela del paesaggio. Inoltre la terza azione chiave sopra esposta presenta strette relazioni anche con alcune misure dell’asse I e dell’asse III.

 

 

Asse III e Asse IV

Gli assi III e IV sono trattati congiuntamente, in ragione della loro forte complementarietà. Difatti, l’operato dei gruppi di azione locale (GAL) che si andranno a costituire sulla base dell’approccio Leader attingerà principalmente alle misure dell’asse III; al tempo stesso, il raggiungimento degli obiettivi specifici dell’asse III, in molte situazioni, richiede un approccio metodologico di tipo Leader o comunque di tipo integrato.

 

Obiettivo generale di asse

 

ASSE III Qualità della vita e diversificazione dell'economia rurale

 

 

Obiettivi specifici di asse e Misure collegate

·          Miglioramento dell'attrattività dei territori rurali per le imprese e la popolazione

·          Mantenimento e/o creazione di opportunità occupazionali e di reddito in aree rurali: 311 – 312 – 313 – 321 – 322 – 323 – 331 – 341

Le misure 313 e 322 saranno attivate come cardine di progetti integrati territoriali, anche in combinazione con altre misure.

 

 

 

ASSE IV Approccio Leader

 

 

Obiettivi specifici di asse e Misure collegate

·          Rafforzamento della capacità progettuale e gestionale locale:  431

·          Valorizzazione delle risorse endogene dei territori: 421

Nella predisposizione delle strategie di sviluppo locale (misura 410) i GAL Leader potranno utilizzare le misure 311, 312, 313, 321, 323, 331 in combinazione eventuale con alcune misure dell’asse I e dell’asse II.

 

 

La strategia degli assi III e IV, in estrema sintesi, mira a cogliere gli obiettivi specifici, sostenendo la pluriattività degli individui e delle famiglie rurali, favorendo la multifunzionalità e la diversificazione delle attività agricole. Punta inoltre sullo sviluppo di microfiliere locali, sia agricole che in altri settori, e sull’integrazione intersettoriale (ad esempio favorire l’intreccio tra agricoltura, artigianato e turismo). Nel complesso, l’esito atteso è quello di creare e consolidare poli locali di sviluppo integrato, che rappresentino una significativa inversione di tendenza rispetto allo storico declino dei territori rurali del Piemonte con maggiori difficoltà socioeconomiche.

 

La strategia dell’asse III fa perno su alcune misure attorno alle quali impostare progetti integrati territoriali, a regia pubblica, con finalità complementari o sinergiche rispetto all’azione dei GAL. Tali progetti si baseranno sul rinnovamento dei villaggi, attraverso la regia delle Comunità montane, e l’incentivazione delle attività turistiche, tramite regia da parte delle Amministrazioni provinciali. Inoltre potranno prevedere al loro interno l’attivazione di altre misure dell’asse III, che possono concorrere al raggiungimento delle loro finalità. Sono inoltre previsti interventi puntuali a regia regionale, con funzione complementare e strumentale rispetto al raggiungimento degli obiettivi dell’asse.

Gli interventi degli assi III e IV saranno principalmente concentrati nelle aree rurali con problemi complessivi di sviluppo e nelle aree rurali intermedie, cioè quelle che in base all’analisi del contesto presentano i maggiori fabbisogni correlati agli obiettivi ed agli strumenti di intervento di questi assi. La promozione della diversificazione delle attività agricole, tuttavia, riguarderà tutto il territorio regionale.

I fabbisogni dei territori rurali del Piemonte, in particolare di quelli definiti “con problemi complessivi di sviluppo”, sono determinati da cause radicate profondamente e da lungo tempo, la cui rimozione richiede un grande sforzo, che agisca su più fronti. Le risorse e gli interventi del PSR, quindi, devono necessariamente convergere con altre politiche, in grado di agire sulle carenze del sistema economico e sociale locale.

Pertanto, fatto salvo il principio di demarcazione degli interventi, sarà prestata particolare attenzione alle opportunità di integrazione con altre iniziative finanziate dall’obiettivo competitività regionale e occupazione, dall’obiettivo cooperazione ed altri provvedimenti regionali e nazionali, mirando a una convergenza territoriale di più interventi sinergici tra loro.

 

Asse III – Obiettivo specifico di asse “Miglioramento dell'attrattività dei territori rurali per le imprese e la popolazione”

Questo obiettivo specifico sarà perseguito attraverso una adeguata combinazione, nei progetti integrati di cui sopra, delle seguenti azioni chiave:

- la creazione di una adeguata rete di servizi all’economia locale e alla popolazione;

- la realizzazione e/o l’ammodernamento di piccole infrastrutture rurali a servizio della popolazione locale; l’ampia diffusione delle tecnologie di informazione e comunicazione (ICT) anche a supporto delle imprese, per consentire alle stesse di superare e aggirare il gap dell’isolamento geografico;

- il recupero, la tutela e la valorizzazione del paesaggio e del patrimonio immobiliare e storicoculturale esistente e la promozione di iniziative di valorizzazione delle emergenze naturalistiche e delle eccellenze agricole ed enogastronomiche. Rientrano in quest’ambito anche le azioni volte alla definizione di piani di protezione e gestione dei siti Natura 2000 e di altre aree ad alto valore naturalistico, oltre a tutte le iniziative per la loro valorizzazione.

Questo obiettivo specifico sarà sostenuto principalmente attraverso le misure dedicate ai servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale (321), allo sviluppo e il rinnovamento dei villaggi (322), alla tutela e riqualificazione del patrimonio rurale (323), alla formazione e informazione (331).

 

Asse III – Obiettivo specifico di asse “Mantenimento e/o creazione di opportunità occupazionali e di reddito in aree rurali”

Il secondo obiettivo specifico dell’asse III è perseguibile attraverso il seguente set di azioni chiave:

- la creazione di iniziative che consentano una reale diversificazione delle attività agricole (misura 311), concentrando l’attenzione, in relazione alle potenzialità dei territori, sulla qualificazione dell’offerta agrituristica, la produzione di energia, la valorizzazione di prodotti di qualità del territorio, le iniziative di agricoltura sociale, ecc. anche in connessione con gli interventi realizzati sulla base degli assi I e II;

- il mantenimento e lo sviluppo delle diverse tipologie di micro-imprese locali nei settori dell’artigianato, del manifatturiero, della valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale ecc. (misura 312);

- il mantenimento e lo sviluppo di iniziative nel campo del turismo rurale e dei servizi ricreativi locali (misura 313).

La diversificazione dell’attività agricola è una priorità che riguarda tutte le tipologie territoriali del Piemonte, seppure in forme e con opportunità diverse a seconda dei contesti locali. Il concetto di diversificazione è articolato su due livelli che interessano tutto il territorio regionale:

- il livello aziendale, in cui la diversificazione dell’attività agricola ha come obiettivo il miglioramento delle condizioni di reddito degli agricoltori in modo da preservare l’occupazione e il presidio nelle aree rurali;

- il livello territoriale, in cui la diversificazione può contribuire a rafforzare tessuti economici fragili e in via di marginalizzazione, innescando nuove opportunità di insediamento e di integrazione con le attività preesistenti.

La diversificazione e l’approccio partecipato possono anche interessare i territori definiti come poli urbani, dove si rende necessario ripensare il ruolo dell’agricoltura nelle situazioni di più acuto conflitto ambientale e di competizione con le altre forme di utilizzo del territorio.

 

Considerazioni specifiche sull’asse IV “Leader”

I territori del Piemonte che maggiormente esprimono i fabbisogni riconducibili agli assi III e IV sono le aree rurali con problemi complessivi di sviluppo e le aree rurali intermedie. Tali zone sono spesso caratterizzate da situazioni di marginalità socioeconomica e dalla forte rarefazione del presidio umano nelle parti meno accessibili, che in Piemonte si localizzano nelle medie e alte valli montane e in alcune zone di alta collina.

 

In queste due tipologie di aree è previsto l’utilizzo dell’approccio Leader, in continuazione con l’esperienza accumulata nelle precedenti programmazioni. Al tempo stesso si interverrà con azioni di sistema a regia pubblica, basate su alcune misure-perno dell’asse III, in grado di agire sinergicamente con l’operato dei GAL. Per cogliere gli obiettivi specifici, si punta essenzialmente su attività in grado di sviluppare il potenziale - in parte inespresso - del patrimonio locale, e sulla realizzazione di servizi specifici, legati a precise esigenze del territorio.

Le aree in cui si adotterà il metodo Leader attraverso la costituzione di GAL sono quelle in cui maggiormente è avvertita la necessità di consolidare e rendere stabili le reti tra gli operatori locali in grado di sviluppare una programmazione integrata a partire dal potenziale di sviluppo endogeno e di migliorare i modelli di governance del territorio. Verranno favorite azioni di rivitalizzazione del tessuto socioeconomico che mirano a fornire opportunità di reddito, e quindi di mantenimento dei livelli occupazionali e di creazione di nuovi posti di lavoro, indispensabili per bloccare il processo di spopolamento ed attrarre nuovi residenti. È previsto un ampio ricorso all’approccio integrato, partenariale e “dal basso”, generalizzando i principi consolidatisi con l’esperienza Leader pregressa, che si estendono anche a iniziative sviluppate fuori dal contesto dei GAL.

Il principio è quello della integrazione di interventi e risorse frammentate, e quindi singolarmente deboli, orientandoli verso obiettivi strategici comuni. A tale obiettivo risponde espressamente l’attuazione dell’asse Leader ma anche il ricorso a strumenti quali i progetti integrati, per gli interventi non attuati dai GAL.

L’opzione Leader mira anche a lasciare ai territori organizzati come GAL un più ampio margine di scelta nel combinare misure e risorse al fine di attuare la loro strategia di sviluppo locale. In accordo con il PSN, si individuano alcuni punti-chiave su cui focalizzare l’azione dell’asse IV:

- la qualità progettuale, basata su temi fortemente ancorati al territorio;

- la capacità di gestire programmi di sviluppo;

- la dimensione delle aree, che deve costituire una sufficiente massa critica anche se commisurata al contributo pubblico di cui il GAL potrà beneficiare;

- la configurazione adeguata del partenariato, che deve comprendere un equilibrato mix degli attori locali pubblici e privati.

Nel predisporre i loro progetti di sviluppo locale, i GAL potranno attingere a un ampio set di misure dell’asse III (diversificazione, sviluppo di microimprese, incentivazione delle attività turistiche, servizi, valorizzazione degli elementi del patrimonio rurale) integrandole adeguatamente con misure degli assi I e II. Inoltre, le Province potranno attivare la misura “acquisizione di competenze e informazione” per sostenere la fase di costituzione dei GAL. Infine, i progetti integrati a regia pubblica, attivati sulla base di alcune misure dell’asse III, avranno natura complementare e sinergica rispetto all’operato dei GAL.