MISURA 215      PAGAMENTI PER IL BENESSERE ANIMALE
OBIETTIVI Le azioni da attuare devono essere finalizzate a ridurre permanentemente lo stress degli animali e il conseguente rischio di insorgenza di patologie, favorendo l’incremento del benessere si crea il presupposto per il miglioramento delle produzioni zootecniche derivate anche per quanto riguarda gli aspetti igienico-sanitari.
Si prevede di mantenere le condizioni di benessere e migliorarle o implementarle attraverso attività di monitoraggio, formazione degli addetti e realizzazione di interventi. Gli interventi devono essere attuati in almeno una delle seguenti aree:
- Management aziendale e personale addetto all’allevamento;
- Sistemi di allevamento e di stabulazione;
- Controllo ambientale (luminosità, spazi, presenza di lettiera);
- Alimentazione e acqua di abbeverata;
 
TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI AMMISSIBILI Fermo restando quanto già previsto dagli articoli 3 e 4 del Reg. CE 1782/03 e dal suo allegato III (norme minime per il benessere animale) si prevede che l’azienda agricola presenti un piano aziendale che partendo dall’audit aziendale, con l’esame della situazione iniziale, metta in evidenza gli aspetti critici sui quali operare prevedendo pertanto un piano di azione secondo lo schema che verrà fornito dalla Regione.
In via orientativa lo schema terrà conto dei seguenti elementi:
a - Audit
- esame dell’ambiente,
- esame delle attrezzature,
- management test,
- valutazione degli animali,
- alimentazione e acqua di bevanda,
- produzione (qualità e quantità),
- gestione dei reflui zootecnici.
b – individuazione degli indicatori tecnici del benessere animale
- indicatori tecnici di base, - indicatori tecnici di alta qualità.
c - Azioni
- adeguamento dell’ambiente e delle strutture,
- adeguamento delle attrezzature,
- formazione professionale degli allevatori-operatori-tecnici,
- miglioramento della salute dell’animale attraverso esame clinico e analisi,
- valutazione genetica in particolare per resistenza alle malattie, correttezza morfologicafunzionale, fertilità,
- valutazioni comportamentali,
- verifica della corretta gestione del ciclo riproduttivo,
- analisi di acqua, alimenti e prodotti zootecnici,
- valutazione del corretto trasporto degli animali.
d – Definizione di un manuale per il benessere animale; redazione del manuale che deve prevedere:
 le linee guida della gestione del benessere animale; procedure operative per le varie fasi (alimentazione, mungitura, manutenzione impianti ecc.); schede di
registrazione degli indicatori tecnici e delle operazioni di verifica e manutenzione.
e – Certificazione del processo
Può essere di primo livello o di secondo livello. Il primo livello può essere raggiunto anche con effetto immediato dopo avere superato la prima fase di audit,
il secondo livello può essere raggiunto con tempistiche diverse in dipendenza delle situazioni aziendali e dopo avere applicato le prescrizioni previste.
f – Mantenimento della certificazione
Il processo di certificazione prevede verifiche ispettive ed attività tecniche di controllo periodiche in dipendenza del tipo di allevamento.
g – Valorizzazione del processo produttivo certificato
La certificazione del benessere animale deve essere vista in funzione etica ma anche economica riconoscendo il valore aggiunto e andando incontro alle richieste del consumatore.
 
DESTINATARI Beneficiari della presente misura sono gli imprenditori agricoli singoli o associati con aziende ricadenti nel territorio della Regione Piemonte, detentori di animali delle specie bovina, ovi-caprina, suina o avicola. Criteri oggettivi di priorità verranno individuati nel  bando, comunque verrà data priorità ai richiedenti che rientrano in una filiera, alle domande inserite in programmi finalizzati, e alle aziende che producono prodotti a denominazione di origine (DOP, IGP)
AGEVOLAZIONI PREVISTE Tipologia di aiuto prevista fino ad un livello massimo di 300 euro/anno per unità di bestiame adulto (UBA) interessata all’intervento, diversificato secondo gli impegni adottati nel piano di interventi. Per ogni livello il sostegno viene modulato in modo decrescente per fascia di consistenza:
- prima fascia 0 – 5 UBA,
- seconda fascia > 5 – 10 UBA,
- terza fascia > 10 UBA.
I valori dei vari livelli e della modulazione decrescente verranno indicati nei bandi. Il premio viene erogato per una durata di 5 anni. Il premio totale da erogare è calcolato in base ai costi aggiuntivi, alla perdita di reddito subita e ai costi delle operazioni derivanti  dall’impegno assunto, secondo uno studio preliminare effettuato dalla Regione per pervenire ad una quantificazione standard in base alla specie allevata e alla tipologia dell’allevamento.
Costo totale della misura: meuro 23,409
Costo pubblico della misura: meuro 23,409
Costo a carico del FEASR: meuro 10,300
 
MISURA 216    SOSTEGNO AGLI INVESTIMENTI NON PRODUTTIVI
OBIETTIVI L’applicazione delle misure di conservazione avviene attraverso sia la pianificazione esistente, in particolare quella legata alle Aree protette, sia attraverso Piani di gestione specifici per ogni sito della rete “Natura 2000”, sia attraverso Piani d’Azione per la conservazione e la valorizzazione degli habitat e delle specie di cui alle Direttive 79/409/CEE (Uccelli) e 92/43/CEE (Habitat), sia attraverso misure regolamentari, amministrative o contrattuali. La misura prevede l’erogazione di finanziamenti a copertura dei costi per investimenti non produttivi, mirati direttamente o indirettamente alla tutela, conservazione e valorizzazione effettuati da imprenditori agricoli singoli o associati (così come definiti dall’articolo 2135 del Codice Civile), da proprietari o aventi titolo e da soggetti gestori di siti della rete “Natura 2000”, in sintonia con le misure di conservazione, ovvero con le disposizioni dei Piani di gestione o dei Piani d’Azione, ovvero con le eventuali misure regolamentari, amministrative e contrattuali predisposte per la gestione dei siti della rete “Natura 2000”, ovvero delle specie e degli habitat di cui alle Direttive 79/409/CEE (Uccelli) e 92/43/CEE (Habitat).

 
TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI AMMISSIBILI Sono ammessi:
• Investimenti di tipo immateriale, come ad esempio le spese dovute a consulenze, azioni di ricerca e di monitoraggio effettuate in connessione agli investimenti materiali di cui al punto seguente;
• Investimenti di tipo materiale.
                                                                                                                                                                                                                                       Tali indennità potranno essere corrisposte per la messa in atto di specifiche azioni finalizzate al mantenimento della biodiversità, quali ad esempio:
• Mantenimento habitat prativi ed agrari
• Conservazione zone umide montane
• Mantenimento e creazione di zone umide planiziali e collinari
• Mantenimento e creazione di boschi planiziali
• Mantenimento dell’agroecosistema per la biodiversità
• Adozione di misure particolari in caso di ristrutturazione o edificazione degli edifici rurali
 
DESTINATARI • Imprenditori agricoli singoli o associati
• Proprietari di terreni o aventi titolo
• Soggetti gestori dei siti della rete “natura 2000”
• Enti di gestione di aree naturali protette
• Enti pubblici
 
AGEVOLAZIONI PREVISTE a) Tipologie di aiuto:
L’aiuto consiste in premi annui per ettaro di terreno.
b) Massimali di aiuto:
Importo minimo 200 Euro /ha SAU/anno
Importo massimo 500 Euro /ha SAU/anno
Per un periodo di 5 anni in base alle caratteristiche dell’area e al livello di impegno gestionale e finanziario richiesto.
Nei bandi per la presentazione delle domande saranno specificate le tipologie di azioni derivanti dagli obblighi di conservazione previste per l’attuazione delle Direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE.
Costo totale della misura: 3.02 M euro
Costo pubblico della misura: 3,02 meuro
 
MISURA 224   INDENNITÀ NATURA 2000
OBIETTIVI L’applicazione delle misure di conservazione avviene attraverso sia la pianificazione esistente, in particolare quella legata alle Aree protette, sia attraverso piani di gestione specifici per ogni sito della Rete Natura 2000, sia attraverso misure regolamentari, amministrative o contrattuali. La misura prevede l’erogazione di indennità volte alla compensazione dei costi o all’indennizzo dei mancati guadagni derivanti dai vincoli imposti all’uso delle superfici forestali connesse all’applicazione delle misure di conservazione, ivi compresi i provvedimenti di valutazione d’incidenza.
TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI AMMISSIBILI a) Campo di applicazione
Zone forestali interessate dalle Direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE
b) Tipologia degli interventi ammissibili:
• Indennità per maggiori costi conseguenti alla adozione di forme di governo e trattamento dei boschi e di sistemi di esbosco orientati alla conservazione degli habitat e delle specie tutelate dalle Direttive 92/43/CEE e 79/401/CEE.
• Indennità per mancato guadagno derivante da limitazioni all’utilizzo delle superfici forestali
• Indennità per maggiori costi di esercizio conseguenti all’impiego di pratiche, di modalità e di tecniche forestali meno impattanti
• Indennità per maggiori costi conseguenti alla adozione di misure aggiuntive a miglioramento della gestione delle attività con finalità di protezione e conservazione degli habitat e delle specie tutelate dalle Direttive
Tali indennità potranno essere corrisposte per la messa in atto di specifiche azioni finalizzate al mantenimento della biodiversità, quali ad esempio:
- avviamento a fustaia dei boschi cedui, con particolare riferimento agli habitat d’interesse comunitario;
- conservazione di habitat e microhabitat per la fauna, con particolare riferimento a quella d’interesse comunitario, quali grandi alberi, alberi
con cavità, alberi ospitanti nidi e siti di nidificazione, necromassa in piedi e a terra;
- conservazione dei portaseme delle specie indigene arboree sporadiche e degli arbusti;
- contenimento attivo delle specie esotiche invasive negli ambienti forestali e rinaturalizzazione di cenosi artificiali o degradate;
- adozione di interventi di gestione attiva volti ad assecondare o indirizzare gli ecosistemi forestali verso le fasi silvigenetiche più mature o
meno rappresentate;
- sospensione degli interventi selvicolturali nei periodi critici per la nidificazione della fauna;
- limitazioni all’estensione dei lotti boschivi;
- individuazione, misurazione e mantenimento in evoluzione naturale monitorata di popolamenti rappresentativi delle cenosi forestali autoctone
 
DESTINATARI Possono beneficiare delle indennità i possessori a qualunque titolo singoli od associati, detentori o gestori a qualunque titolo delle superfici interessate. Sono ammesse le superfici forestali di proprietà comunale, di privati o loro associazioni che sono interessate dalle Direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE.
AGEVOLAZIONI PREVISTE a) Tipologie di aiuto:
L’aiuto consiste in premi annui per ettaro di terreno.
b) Massimali di aiuto:
Il contributo è fissato da un minimo di 40 ad un massimo di 200 euro per ettaro e per anno. L'importo dell'indennità sarà modulata sulla base dell'entità dell'aggravio dei costi che devono essere sostenuti o della perdita di reddito derivante dai vincoli imposti all'uso del bosco e della foresta.
Ai sensi dell’Articolo 48 par. 2 del Regolamento di applicazione XXX/06 del reg 1698/2005, la pertinenza e l’esattezza dei calcoli è confermata dalla perizia dell’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente s.p.a., che ha utilizzato come fonte di dati studi, sperimentazioni e banche dati.
Costo totale della Misura: Meuro 2.47
Costo pubblico della Misura: 2,47 meuro
 
MISURA 227  SOSTEGNO AGLI INVESTIMENTI NON PRODUTTIVI
OBIETTIVI La misura intende promuovere le iniziative volte a:
I. migliorare, recuperare e conservare gli ecosistemi forestali particolarmente sensibili o degradati;
II. salvaguardare e migliorare le foreste che svolgono funzioni di protezione del territorio;
III. migliorare la fruizione sostenibile degli ecosistemi forestali;
IV. migliorare le prestazioni ambientali;
V. migliorare la conoscenza degli ecosistemi forestali, dell'ambiente e delle relazioni con il territorio e la popolazione;
VI. promuovere la gestione sostenibile degli ecosistemi forestali;
VII. concorrere alla ottimale realizzazione delle altre misure del PSR a carattere ambientale.
 
TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI AMMISSIBILI Saranno ammessi investimenti materiali e immateriali per:
• interventi di miglioramento, valorizzazione, recupero, riqualificazione e conservazione degli ecosistemi forestali e alpini di particolare valore, sensibili o degradati e delle foreste che la pianificazione identifica come di protezione o protezione/produzione;
• adozione di certificazione di gestione forestale sostenibile o di sistemi ecocompatibili,
• realizzazione e aggiornamento di indagini e studi degli ecosistemi forestali, dell'ambiente e delle relazioni con il territorio e la popolazione nonché la pianificazione della loro gestione sostenibile;
• interventi connessi all'adempimento di impegni sussidiari assunti nell'ambito della misura 225 e di altri impegni assunti nell'ambito di altre misure a carattere ambientale nel settore forestale;
• le spese generali, quali, ad esempio, le spese professionali,le consulenze, gli studi di fattibilità, di pianificazione e di progettazione,
Gli interventi selvicolturali realizzati su superfici superiori ai 50 ettari devono essere realizzati sulla base di un apposito Piano forestale a livello aziendale, conforme alla pianificazione riferita all'utilizzo dei terreni (Piani Forestali Territoriali)

 
DESTINATARI I soggetti che possono usufruire dell'aiuto sono:
- Regione Piemonte;
- Soggetti che hanno assunto impegni nell'ambito della misura 225 e delle altre misure a carattere ambientale nel settore forestale;
- Altri soggetti pubblici e privati del settore forestale.
Sono ammessi investimenti, materiali od immateriali, a favore di superfici forestali di proprietà di privati o Comuni, singoli o associati.
 
AGEVOLAZIONI PREVISTE L'aiuto è costituito da un contributo in conto capitale, erogato sino ad un massimo del 100 % della spesa sostenuta.
Costo totale della misura 7,95 M€
Costo pubblico della misura 7,95 M€